Breve Storia dell'Arricciato Gigante Italiano
(diversi brani sono estratti dallo scritto del Sig. Angelo Casasola nell'ambito della pubblicazione "Canarini Arricciati Pesanti" - G. De Baseggio)

Voglio subito premettere  che la storia qui sotto riportata sarà breve e volontariamente sorvolerò alcuni fatti tecnici, ma più che altro politici che hanno accompagnato tutta questa vicenda. Di politica ce ne sorbiamo già talmente tanta tutti i giorni che andarla anche a considerare nell'ambito di un hobby mi sembrava veramente troppo.

Cominciamo dalla fine: a Gennaio del 2001 nell'ambito dei Campionati Mondiali C.O.M. svoltisi ad Oporto (Portogallo) l'A.G.I. ha ottenuto il riconoscimento ufficiale come razza a se stante da parte della Confederazione Ornitologica Mondiale.
Lo stragrande merito di tutto ciò lo si deve a tutti i soci componenti il  Club dell'Arricciato Gigante Italiano, tutti compresi anche quelli che hanno soltanto pagato la quota annuale; mi sento pero' di esprimere un ringraziamento particolare al Presidente ed al Segretario del Club stesso i Sigg. Angelo Casasola e Sauro Cane' che negli ultimi dieci anni hanno vissuto visceralmente tutte le fasi che hanno portato all'ottenimento di tale successo.
Non voglio dimenticare però una terza persona, il Sig. Giordano Giordani, notissimo allevatore di A.G.I. che nella sua lunga "carriera" è riuscito ad ottenere esemplari dalle caratteristiche eccezionali , presi spesso ad esempio, e che hanno contribuito notevolmente ad ampliare la fama mondiale di questo già noto canarino.
Nei primi anni del 1900 gli allevatori Francesi ,meticciando Il "Trombettiere del Re" il primo canarino arricciato da mutazione spontanea riuscirono ad ottenere un canarino che per anni è stato considerato la gemma di tutta la canaricoltura mondiale: l'Arricciato di Parigi. L'allevamento di questo canarino fu circoscritto per anni alle zone limitrofe della capitale francese e fu considerato un bramoso oggetto del desiderio da parte di molti allevatori transalpini che ne volevano entrare in possesso ,ma che regolarmente incontravano le reticenze dei pochi allevatori che per merito e fortuna ne erano già in possessi.  Le guerre mondiali e le guerre interne tra allevatori portarono questo magnifico animale quasi all'estinzione. Al termine della seconda guerra mondiale i pochi soggetti rimasti arrivarono a valere una fortuna ed alcuni allevatori italiani decisero di sborsarla pur di entrarne in possesso. Alcuni esperti del periodo consigliarono di evitare meticciamenti con razze arricciate minori , ma di allevare i pochi soggetti rimasti in purezza. Così fu e gli  Italiani divennero i veri maestri nell'allevamento di questa razza arricciata, come per altre che seguiranno. I soggetti allevati assunsero col tempo caratteristiche di eccellenza tanto da spingere questa volta i Francesi ed altri estimatori da tutta Europa a venire in Italia per vedere ed eventualmente acquistare queste gemme preziose. La gran mole di acquisti, specialmente da parte di un cospicuo numero di allevatori provenienti dalla Persia, unita ad una epidemia di acariasi respiratoria, decimò gli allevamenti nostrani che per essere rigenerati (specialmente nel Veneto) necessitarono dell'introduzione di linee di sangue totalmente differenti, come quelle del Crest e  del Norwich. Questi animali portarono nuova linfa vitale all'Arricciato di Parigi, ma sicuramente trasmisero caratteristiche nuove , come la testa, che vennero ereditate e fissate geneticamente. Ecco che del vecchio Arricciato di Parigi cominciava a rimanere ben poco, oltre che il nome.  La bomba esplose a metà degli anni '80 quando alla nota esposizione internazionale di Reggio Emilia il giudice francese Sig. Edouard squalificò alcuni Arricciati di Parigi esposti, perchè non corrispondenti allo standard stilato nel 1920 dal Sig. Lacorne. Dopo qualche anno di battaglie verbali e dopo che i Francesi riconfermarono che il "loro" canarino era quello e non andava modificato, il Club dell'Arricciato Gigante Italiano venne fondato per voler difendere quello che gli allevatori Italiani negli anni erano riusciti ad ottenere e per arrivare al riconoscimento come nuova razza. 
Sto trattando la storia per sommi capi non volendomi soffermare su particolari tecnici (che verranno trattati su altre pagine) e sulle beghe da osteria che sono seguite e che sono continuate anche dopo il riconoscimento ufficiale della razza. Debbo soltanto ricordare che già nel 1994 alcune riviste straniere trattavano l'AGI come razza a se stante, ma in Italia invece questo stentava ad accadere. Nel 1995 grazie all'opera tecnica del Prof. G. de Baseggio unita alla caparbietà del Club qualcosa si cominciò a muovere tanto da arrivare al riconoscimento da parte dell'Unione Italiana Ornitofili e della Federazione Ornicoltori Italiani.
Seguì la richiesta di riconoscimento a livello mondiale, anch'essa travagliata oltre che dalle solite beghe italiche anche da una mancata partecipazione al Campionato del Mondo di Alicante nel 1999 causa l'epidemia di Peste Aviaria che flagellò il Nord Italia. Superato questo estremo ostacolo, il Sig. Casasola e tutti i soci del Club ad inizio del 2001 hanno potuto brindare ad una vittoria meritata.