La Bacheca del Club A.G.I.

Come riportato anche in Home Page, il club AGI (di cui sono socio) ha ed avrà la possibilità di utilizzare queste pagine per le proprie comunicazioni ufficiali.

Mi scuso se la pagina è un po' lunghetta da caricare, ma trattandosi anche di documenti ufficiali ho preferito riportarli così come redatti e non riscrivendoli, proprio per non incorrere in errori di trascrizione.

Gli scritti sono in ordine temporale decrescente


Il Presidente del Club , Sig. Angelo Casasola, mi invia una traduzione di un  articolo apparso sul numero 191 della prestigiosa rivista "Les Oiseaux du Monde" del Novembre 2001, a firma del Sig. Delattre, Presidente della Sezione di Postura della Commissione Tecnica Giudici di Francia ,che qui di seguito ho il piacere di pubblicare:

 

"Cosa c'è di nuovo nei nostri canarini di posizione"

 

E' adesso ufficiale, il congresso OMJ del 14 Gennaio 2001, tenutosi a Santa Maria di Feira (Portogallo) ha riconosciuto definitivamente come Razza , il canarino di posizione "Arricciato Gigante Italiano"
Questa notizia viene a ricompensare gli sforzi degli allevatori italiani che meritano veramente di vedersi riconosciuta questa Razza di canarini arricciati che a loro stanno molto a cuore.
Parallelamente lo standard dell'Arricciato Parigino che in un certo periodo poteva essere incerto nei suoi contorni, ora è definitivo. Noi possiamo oggi congratularci con i nostri amici allevatori Italiani per la loro riuscita e formulare voti di continuità e prosperità.
Noi approfittiamo dell'avvenimento per ricordare gli standard ufficiali delle due Razze e formuliamo l'augurio che l'una e l'altra suscitino un interesse ed aumento presso gli allevatori.
La Sezione di Posizione della C.N.J.F. augura il benvenuto a questa nuova razza di posizione ed alla nostra Razza Nazionale.


Il Presidente.

Granarolo E., 05/08/02.

A seguito dell’articolo apparso su I.O. n° 6-7, 2002, pag. 27, a firma di Giuseppe Valendino, sul problema AGI, non posso far a meno di rispondere, sia pure succintamente, a quanto esposto.

Mi dispiace innanzi tutto che un giovane, sia pure inesperto, si sia trasformato in una cinghia di trasmissione delle idee altrui, purtroppo nefaste. Ho trovato particolarmente ineducato il passaggio che parla del "Bavero rialzato", -"non fa onore a chi lo ha inventato"-. Poiché sono io l’autore, in canaricoltura dal 1948, non solo non mi vergogno, ma sono onorato e felice di aver contribuito ad aver creato il più bel Canarino vivente chiamato AGI.

Se poi i semidei di casa nostra ritengono che la testa a cappuccio inizi dal becco e non dal "Bavero" non ha nessuna importanza. Quel che conta è che, Tecnici stranieri del calibro del Sig. Moll-Camps e del Sig. Alex Princen, che io ritengo il più grande esperto europeo, si siano adoperati per la divulgazione dell’AGI. A noi basta. Il Sig. Princen è stato il primo a divulgare in Belgio il raffronto tra i due Canarini, dandoci degli ottimi consigli per intraprendere l’iter per il suo riconoscimento.

È proprio vero: nessuno è profeta in Patria!

Per avere il cappuccio completo si parte dal "Bavero rialzato", che è la base per il cammino, il viatico per l’eccellenza.

Nel suo articolo lei ha ricalcato quello che un gruppetto di persone ben note sostengono: che c’è il Parigino Italiano. A questo proposito sono tentato di girare a costoro l’aggettivo usato dal Consigliere Federale Miale su I.O., a proposito di bastian contrari. Non lo faccio per una questione di stile.

Ora parliamo di accordi, anche internazionali, che Lei ignora perché chi doveva divulgarli s’è guardato bene dal farlo poiché il farlo avrebbe portato gli allevatori a capire che le linee guida che venivano indicate dagli allora nostri Organi tecnici entravano inevitabilmente in collisione con tali accordi, e che questi italiani, brava gente, sottoscrivono e non rispettano.

Dato il caos che si era creato in Europa dopo la guerra, non c’erano più regole certe, ma soprattutto non venivano rispettati gli standards. Esempio vedi i due standards del Parigino. Le nazioni europee che più contano si riunirono a Porrentruy (Svizzera), presente l’Italia. Dopo ampia discussione si ribadì che lo standard di un canarino è quello emanato dalla Nazione che lo ha creato. L’Italia difese le sue Razze e la Francia la sua unica, cioè il Parigino, riconfermando lo standard del Sig. Lacorne. Questo è il punto focale: il Parigino va giudicato con lo standard francese, soprattutto ora che i Giudici di Francia ne hanno ribadito e maggiormente precisato le caratteristiche ed elencato i difetti in sede COM-OMJ, (vedi sul sito www.arricciatogiganteitaliano.it gli standards originali).

L’Italia se vuol essere considerata una nazione seria deve attenersi a questi principi, che ha liberamente sottoscritto, permettendo, con ciò, che le due Razze vengano meglio individuate e riconosciute anche dagli stranieri. La COM nel 1995 ha inviato a tutte le Nazioni gli standards di tutti i canarini, 23 per la precisione, tradotti in cinque lingue, compreso l’italiano, in modo che tutti potessero capire e quindi rispettare. C’è un punto che nessuno dei nostri detrattori chiarisce: come mai gli accordi stipulati a Baricella tra la CTN del Prof. Zingoni e il Direttivo del Club AGI, nei quali avevamo concordato molti punti soddisfacenti per tutti, non hanno mai visto la luce soprattutto nel Volume "Criteri di Giudizio" del 1993? Se, in Italia si fossero applicati gli accordi della COM, non ci sarebbero stati conflitti nelle Mostre e anche i critici avrebbero capito che di Parigini aderenti al proprio standard, in Italia, non c’è neanche l’ombra.

Un giorno forse si saprà il motivo di questo accanimento contro un Canarino prettamente italiano e forse si saprà anche perché è scomparso il "Milanbianco" e se per caso non ci siano stati pateracchi. Lei non può permettersi di dire che c’è un problema AGI, perché tale problema non esiste. Purtroppo Lei non sa che lo standard, i disegni e la scala valori sono patrimonio della COM che ha riconosciuto l’AGI e nessuno ha il diritto di manipolare tali documenti. Lei dovrebbe sapere che i Regolamenti COM impongono che ci vogliono almeno tre Allevatori che, per tre anni consecutivi, presentino almeno 11 soggetti, uno stamm e sette singoli, davanti a cinque Giudici stranieri, ognuno di diversa nazionalità, i quali certificheranno se vi è una nuova Razza oppure no. Noi abbiamo fatto questo. Da quanto sopra riuscirà certamente ad intuire che spetta agli allevatori stilare lo standard della nuova Razza, come avrà fatto il Prof. Zingoni con il "Fiorino". Noi, invece, abbiamo discusso con le varie CTN anche se composte, nella maggior parte, da persone prevenute. Purtroppo invece di disquisire sul Parigino e se esisteva, almeno qui in Italia, una sua reale aderenza al proprio standard, si è sempre preferito sollevare cortine fumogene sull’AGI che, oltretutto aveva già ottenuto il placet dalla Francia. Quando mi sono rivolto alla "Nationale" depositaria dello standard del Parigino e, come Presidente del Club chiesi se potevamo chiamare il nostro "Parigino Italiano", il rifiuto è stato cortese, ma fermo. Dopo essersi complimentati con noi, per aver selezionato un nuovo canarino, ci hanno suggerito di chiamarlo Arricciato Italiano, da qui: AGI.

Ho letto attentamente il Suo articolo; non adopero aggettivi per non apparire offensivo, però la prego di dire a chi ha ispirato le Sue argomentazioni, che la decisione del CDF era il frutto di una riunione svoltasi a Bologna tra il Dott. Coffetti, Presidente della FOI, il Prof. Zingoni ed il Sig. Luigino Valentino, rispettivamente Presidente e Segretario della CTNCFPA, il sottoscritto quale Presidente del Club e il Prof. Giorgio de Baseggio. Da questo dibattito (monologo del Prof. de Baseggio), è stato sviscerato, sotto il profilo scientifico ogni particolare. Dopo un’ora di esposizione del Prof. de Baseggio, ha preso la parola il Prof. Zingoni il quale ha proferito: "Noi abbiamo già deciso". Questo è quello che ha saputo dire questo Solone che, anziché essere portatore di democrazia ha instaurato la sua autorità e per essere sicuro di aver sempre ragione cestina o fa cestinare gli scritti altrui. Aver riportato in prima persona: "Credo che tale decisione da parte del C.D. di allora nei confronti della C.T. resterà unica in tutta la storia della FOI" dimostra che Lei, più o meno consciamente, amplifica una critica inaccettabile che a sua volta un personaggio di una passata CTN, rivolse con astio e supponenza al CDF, ripetendo ciò che "qualcuno" le lascia spazio di sostenere sulla Rivista. Infatti, fu dalla contestazione nata ai C.M. di Udine, da parte di Valentino, il quale non voleva concedere gli spazi per una "cavalla" divulgativa, messaci a disposizione dalla FOI di Coffetti e fortemente voluta dall’allora Segretario Sig. Cirmi, dicendo "ma la FOI chi è?", che nacque il proposito di indire la riunione di Bologna summenzionata. Le ricordo, perché credo Le sia utile, che il responsabile legale e politico di tutto ciò che avviene nella FOI è il Comitato Direttivo Federale il quale compie tutte le scelte che garantiscano unità, trasparenza e legalità nell’opera della Federazione. Un organo tecnico, non eletto dalla base come una CTN, non può condizionare le scelte di opportunità politica che sono prerogativa del massimo gruppo dirigente in qualsiasi organizzazione democratica. È significativo che un tale gesto poteva venire solo da chi si sente inattaccabile perché si considera il "verbo" della canaricoltura italiana (forse Mondiale).

È vero, non bastano quattro ruote e un po’ di vernice rossa per fare una Ferrari, ma è altrettanto vero che non basta un pezzo di carta, una penna e scrivere delle corbellerie per essere dei Schumacher.

 

Il Presidente del Club AGI

Angelo Casasola.

 

P.S.= Avuta, dopo la stesura di questa lettera, una telefonata chiarificatrice col Sig. G. Valendino, a seguito della quale non ho nessuna difficoltà a riconoscergli buona fede ed onestà intellettuale, ho deciso la pubblicazione sul sito AGI perché è mio dovere di Presidente del Club tutelarne il buon nome, difenderne l’azione svolta e riaffermare la verità storica.

Angelo Casasola.


Il Segretario

Baricella, 30/07/02.

" Il problema nell’AGI. La testa a cappuccio completa".

Questo è il titolo di un articolo comparso sul n° 6-7 / 2002 di "Italia Ornitologica".

A me pare che il problema non stia nella testa dell’AGI.

"Sembra quasi…. che non si accetti l’idea da parte di alcuni membri del Club, che qualcuno la possa pensare in maniera diversa….. e questo lo voglio dire in maniera spassionata né rancorosa, né accusatoria, ma del tutto imparziale" (sic!), continuando con: "Non vorrei, dopo questa lettera (si tratta di un articolo e per di più, scritto da un ESPERTO, stando a quanto asserito dalla Redazione di I.O.) essere accusato o venir messo sotto processo da parte dei responsabili del Club AGI…", per finire: "Solamente parlando e discutendo si possono capire e risolvere i problemi, dobbiamo sforzarci di comprendere gli uni le ragioni degli altri". Questa in sintesi è la coda della lettera divenuta articolo nel numero sopra citato di I.O. a firma del Sig. Giuseppe Valendino, l’ultimo paladino, in ordine di tempo, sceso in campo per perorare e ribadire le sconfitte tesi del Prof. Zingoni.

Lo sforzo che compie l’Autore, per apparire neutrale, naufraga malamente contro la frase: "E’ anche mio parere che il bavero rialzato è una trovata che non fa onore a chi lo ha inventato…", frase di zingoniana origine: "…..trovata furbesca…".

Chi ha rilevato questa caratteristica, e non sono io, stando a quel "non fa onore a chi lo ha inventato", ha forse commesso un reato?

Quello di compiere provocazioni per indurre l’interlocutore ad una reazione, per poi, subito dopo, dichiarare che si è disposti al dialogo, é l’ultimo sport inventato da alcune alte cariche dello Stato: attribuire agli altri la responsabilità delle difficoltà che le proprie azioni hanno causato, trasformandosi, da responsabili del malessere provocato, in vittime. Ormai è un classico!

 

Alcune considerazioni sull’articolo-lettera.

La testa a cappuccio completa….volendo essere pratici, e non solo teorici, è l’unica distinzione ben definita fra Parigino e AGI".

Evidentemente per l’Autore il "mantello a rosa", che probabilmente a casa sua non è ancora molto diffuso, è un particolare insignificante sul quale si può anche sorvolare. Invece sullo jabot a ventaglio ( e qui si raggiunge il massimo di confusione), "è un difetto riscontrabile anche in molti Parigini".

Solo sul Parigino è un difetto, caro Valendino, sull’AGI è un pregio distinguente la Razza!

Altra considerazione, che evidentemente dovrò ripetere fino alla nausea data la difficoltà di "digestione " di alcuni: la testa a cappuccio completo è CARATTERISTICA DI ECCELLENZA non caratteristica distinguente la Razza.

Lo standard dell’AGI, approvato dalla COM.OMJ, fissa in modo chiaro e definitivo che una delle note distinguenti la Razza è il "Bavero rialzato " dal quale si può originare il cappuccio completo e non.

Non era forse il Prof. Zingoni che, nel ’93, con la "sua" CTNCFPA nei Nuovi Criteri di Giudizio sosteneva, per il Parigino, peraltro cosa mai riconosciuta dagli Organi Tecnici ufficiali francesi creatori della Razza, che: "al connotato testa è concesso di variare ampiamente forma da un soggetto all’altro. Descriverlo esattamente non è possibile perché non esistono praticamente due soggetti che abbiano il piumaggio della testa conformato allo stesso modo."?

Se gli attuali estimatori italici del Parigino si erano adattati molto volentieri a questa interpretazione arbitraria dello standard e che i francesi non condividono, perché non fanno un piccolo sforzo ammettendo che quando esista il "bavero rialzato" lo sviluppo ulteriore delle arricciature che si esprimono oltre la sommità della testa, essendo imprevedibili, purché non siano a "calotta ribattuta semplice o doppia" che è caratteristica del Parigino, sono accettabili anche se, ovviamente, questo comporterà una differenziazione di punteggio rispetto al cappuccio completo?

Il Club non ha mai rivendicato che "tutte le teste che non rientrano nello standard del Parigino debbano necessariamente rientrare nello standard dell’AGI". Questa è un boutade che "qualcuno" ha insinuato in un qualche articolo, anche se, pur non sostenendo noi questa tesi, in giurisprudenza in molti sostengono che "tutto ciò che non è espressamente vietato può essere ammesso".

Prendiamo atto allora dei deliberati della COM-OMJ e di quanto sostiene un alto Dirigente italiano della COM in una corrispondenza privata: "L’AGI è ormai, col Suo standard, patrimonio della Canaricoltura Mondiale".

Allora basta con le polemiche! Ognuno allevi ciò che più gli aggrada, rispettando però gli Standards COM-OMJ e cerchi di ottenere i migliori risultati.

Per finire vorrei tranquillizzare l’Esperto Sig. Giuseppe Valendino.

Non si troverà imputato davanti ad un tribunale speciale! Il Club non pratica né la censura né i processi, perché non ne ha la cultura, né l’intenzione, né i mezzi per processare alcuno!

Semmai, nel ruolo di processati ci saremmo trovati noi se non avessimo incontrato sulla nostra strada la sensibilità dell’allora Presidente Nazionale della FOI, Dott. Coffetti, che con il Direttivo da Lui presieduto, sentite le parti in causa (il Presidente e il Segretario della CTNCFPA Sigg. Zingoni Prof. Umberto e Luigino Valentino e il Presidente del Club AGI, Rag. Angelo Casasola, più il Prof. de Baseggio quale consulente tecnico), valutati i torti e le ragioni accampate dai presenti, decise il riconoscimento della Razza, sul territorio nazionale, con la dicitura "Testa a Cappuccio e sue variabili".

Quando a Padova, agli inizi della vicenda AGI, durante la consueta assemblea sulle razze arricciate, proponemmo all’allora CTN e al suo Presidente un "passaggio" sul nostro tram, offrendo loro la paternità di tutto il materiale da noi prodotto, dagli scritti ai disegni, dalle foto ai video, in cambio della collaborazione che noi ritenevamo, ingenuamente, doverosa perché si trattava di ottenere il riconoscimento della quarta Razza arricciata italiana, ci si guardò con indulgenza quasi a dire: - Ma guarda questi tapini come sono presuntuosi – e il tram ha così dovuto proseguire la sua corsa senza di loro, arrivando, ciò nonostante, puntuale al capolinea.

Tutti nella vita si può sbagliare.

Anch’io l’ho fatto tante volte!

Me ne dolgo,… ma poi mi comprendo,… in fondo non sono mica Professore!

Il Segretario del Club AGI.

(Sauro Canè).

 


Marzo 2002

Dal Club ricevo e pubblico quanto segue a proposito dell'annosa questione inerente la "Testa a Cappuccio" che da alcuni (non membri del Club) è considerata come unico vero requisito che differenzia l'AGI dall'Arricciato di Parigi.
Il Club questa volta, forse stanco di ripetere le proprie argomentazioni, preferisce utilizzare la documentazione tecnica redatta dalla Commissione Nazionale dei Giudici di Francia inerente l'Arricciato di Parigi, dove vengono elencati pregi e difetti. Molti di questi difetti sono in realtà i grandi pregi dell'AGI. Pubblico qui di seguito 3 documenti originali, con relativa traduzione.


Cliccando sugli stessi se ne potrà avere una visualizzazione a piena pagina.Per tornare indietro poi premere il tasto Back o Indietro


A compendio di quello che potrete, se vorrete, leggere chiudo con un commento scritto dalla dirigenza del Club:

"Chi ha la testa sgombra da pregiudizi e non rinuncia alla propria autonomia di pensiero, può agevolmente rilevare quali sono le macroscopiche differenze tra l'AGI ed il Parigino, raffrontando i due Standard, con in più l'aiuto dei Giudici Francesi che elencando quelli che loro considerano, sul loro canarino grandi ed inammissibili difetti (e che in parecchi casi sono i grandi pregi dell'AGI) rivendicano così facendo i loro diritti quali creatori della Razza"


A sinistra l'originale della lettera scritta dalla Commissione Nazionale Giudici Francesi ed a destra la traduzione

A sinistra elenco delle qualità ed a destra relativa traduzione in Italiano

A sinistra elenco dei difetti ed a destra relativa traduzione in Italiano